Anonymous Italia: le fonti segrete dei giornalisti e quel brutto vizio del following

MA NON TROPPO

Ci era già cascato Riccardo Staglianò di Repubblica che, dopo aver pubblicato l’intervista ad “uno dei leader dell’organizzazione mondiale di hacker” (sic), aveva improvvisamente cominciato a seguire un certo “Phate Lucas” su Twitter. L’unico membro di Anonymous, tra i pochissimi (appena 65) utenti “followati” da Staglianò. Coincidenza? Può darsi. I più gomblottisti hanno parlato persino di depistaggio volontario.

Comunque sia la stessa misteriosissima fonte di Staglianò, nonostante tutta questa segretezza manifesta (“dovrà essere assolutamente impossibile anche per sua madre e per la sua compagna, per non dire della polizia postale, riconoscerlo in quanto scriverò”; Un’intervista criptata. Pixelata in ogni dettaglio”), aveva elencato incautamente una lista di utenti da cui poter pescare la sua identità:

 “Non puoi neanche scrivere il mio nickname, quindi scrivi che hai parlato con uno tra Mendax, Attila, Savant, Phate Lucas, N4pst3r, Kirya, Case, B, Tor4k1k1, Netsec”

Per poi invitare (ma qui la colpa è del giornalista che ha riportato il particolare nell’articolo) a seguirlo su Twitter. Cosa che, a quanto pare, Staglianò aveva fatto: diventando follower di Phate Lucas, appunto. Ma il reporter di Repubblica non è l’unica vittima delle pericolose insidie dei social network.

Questa volta è toccato a Marta Serafini del Corriere che, qualche giorno, fa ha pubblicato un resoconto esclusivo sull’attacco informatico subito dal blog di Beppe Grillo: «Vi racconto tutta la verità sull’attacco di Anonymous al blog di Beppe Grillo». Parla l’hacker che ha bloccato il sito del leader del M5S.

Chi ha effettivamente bloccato il sito del leader del Movimento Cinque Stelle ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti. «Credo che sia venuto il momento di fare chiarezza su quanto accaduto dopo una settimana di dichiarazioni sconcertanti da parte dei referenti di Anonymous italy», spiega l’Anonymous italiano protagonista dell’attacco a Grill0.

Anche in questo caso niente nomi, segretezza totale, silenzio assoluto. Non sia mai che la Gola Profonda del Corsera possa venire scoperta e perseguita per i suoi orrendi crimini informatici. Eppure, se andiamo a dare un’occhiata agli utenti Twitter seguiti di recente dalla Serafini, troviamo quello che sembra a tutti gli effetti un anon italiano: 4LT4IR.

La giornalista gli scrive il 16 giugno, dopo un botta e risposta con altri presumibili hacker, invitandolo a fornire la sua versione sullo smashdown di beppegrillo.it:

Il 18 giugno, due giorni dopo, l’articolo con la versione del pirata ribelle è in pagina.

Le mie sono supposizioni, certo, ma non era il Guy Fawkes di V per Vendetta, simbolo unico ed archetipico degli Anonymous, a dire “Io, come Dio, non gioco a dadi e non credo nelle coincidenze“?

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