Le passanti

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Jean Seberg

Mi concentro soprattutto sulle bionde. Mi blocco, molto più che sulle altre. Non so cosa mi stupisca tanto. Forse è perché ogni volta mi accorgo – lentamente, inesorabilmente – del fatto che possa esistere un’altra bellezza oltre alla tua, che è stata l’unica per così tanto tempo. La tua bellezza bruna di cui andavo così fiero… Le more, le guardo poco o niente. Come se il mio sguardo si rendesse conto che non vale la pena indugiare. Perché nessuna mora può essere bella come te. I capelli biondi, invece, mi turbano. Certo, non mi mozzano il fiato, non mi fanno tremare e non mi fermano il sangue; tutte cose che ho provato quando ti ho visto per la prima volta, in quell’aeroporto. Ma questo stordimento istantaneo è già qualcosa. Lo accolgo. Lo lascio filtrare attraverso le viscere. Mi serve. Vuol dire che sono ancora vivo.

Sì, malgrado tutto il resto, sono ancora vivo.

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